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Archivi di Vita: i Museum of Human E-Motions

L'artista visiva Sara Lando invita la comunità di visitatori di questo museo effimero delle emozioni umane, tradotte in danza da 5 artisti per la prima edizione, e altri 4 per la seconda, da diversi Paesi del mondo.

Cos'è un'emozione? Da cosa è provocata? Cosa ci commuove? Come si traducono in movimento ed immagini? A queste ed altre domande cerca di rispondere (o forse no) il Museum of Human E-motions, un format di danza di durata che ha invitato artisti da diversi Paesi del mondo a rappresentare in danza un'emozione umana, accompagnati da un oggetto tipico del proprio Paese d'origine.

Ambientato nella Torre delle Grazie, il Museum dal 22 al 25 agosto, ha visto "esposte" le emozioni umane ricreate dagli artisti australiani James Batchelor e S.J.Norman, dalle artiste canadesi Clara Furey e Mélanie Demers e dall'islandese Margret Bjarnadottir. Quali emozioni avessero scelto, però, era un segreto: le centinaia di visitatori che in 4 giorni hanno salito e sceso le scale della torre hanno scoperto solo all'uscita le emozioni protagoniste, in un invito più al dialogo e alla curiosità che alla verifica di aver indovinato. Vere protagoniste del Museum sono state infatti le emozioni della comunità di visitatori, che, su invito dell'artista visiva e fotografa Sara Lando, hanno condiviso le proprie sensazioni, le immagini, le associazioni di idee e la propria creatività attraverso tecniche artistiche diverse. O attraverso un messaggio segreto, affidando a una "scatola-orecchio" le proprie parole.

Col passare dei giorni, quindi, il Museo si faceva via via sempre più ricco di opere inedite: non solo quelle in movimento, degli artisti coinvolti, ma anche quelle lasciate esposte dai visitatori precedenti. Una traccia di emozioni lasciata alla comunità locale, ai visitatori internazionali, a un archivio che ha fermato per sempre istanti di un'arte effimera e di emozioni temporanee.

Il 6 settembre un'altra edizione del Museum of Human E-motions ha coinvolto ancora la comunità locale e l'artista Sara Lando. Questa volta, gli artisti coinvolti avevano avuto la possibilità di vivere gli spazi della Torre per 15 giorni, prima dell' "apertura" - per un solo pomeriggio - del Museum. Masako Matsushita, Teita Iwabuchi, Ming-Hwa Yeh e Sorour Darabi hanno indagato così altre quattro emozioni, allestendo anche con oggetti (locali e non) gli spazi assegnati, e collaborando alla costruzione di un percorso all'interno della torre e all'interno dell'essere umano.


[Azione A5: creazione ed esposizione di "archivi di vita"]

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